Il blog di Elettra

settembre 10, 2009

Matrimonio con la pancia

Archiviato in: amiche, donne — radecata @ 1:45 pm
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La mia amica, quella del liceo, si sposa sabato sera, cioè tra due giorni. Io sono quasi pronta: stamattina ho prenotato l’estetista e il parrucchiere, per domani all’una, e poi si parte. Seicento chilometri in macchina (speriamo che la piega regga), e poca voglia di salutare gli invitati.

Sì, insomma, quelli che conosco da una ventina d’anni, ai quali apparirò irrimediabilmente goffa, ingrassata e maldestra.

Vorrei essere Ilary Blasi che balla alle Iene con Chanel di sette mesi in pancia. Sarò, più verosimilmente, una mongolfiera che non riesce a decollare con una specie di Alien di sei mesi nel ventre, che non si quieta un attimo. E che quando non mi fa dormire, al mattino, tanto per gradire, mi regala due borse tipo il matelassé di Madame Coco e una faccia gonfia che ogni volta devo stare a spiegare che no, non è vero che il mio fidanzato mi prende a pugni durante la notte.

Comunque, sempre che passi indenne dall’aperitivo in giardino alla cena in villa, dio non voglia a buffet, domenica mattina tutto sarà passato.

Ma quanta fatica… Non mi consola nemmeno il look, che questa volta non è certo il massimo della vanità femminile. Abolita l’idea di abiti e abitini (appunto per tutti: quelli a stile impero stanno bene sono a chi veste una 38-40-42), ho ripiegato su un classico pantalone nero con top elasticizzato: è vero che segna ma non allarga più del dovuto. Tragico il versante scarpe: niente stiletti (che almeno slanciano): indosserò un modestissimo tacchetto tre centimetri, così, se dovessi affondare nell’erba, non dovranno chiamare la gru per tirarmi fuori.

Per il resto, troverò speldide trentenni abbronzate, in cangianti rasi color fucsia o turchese, che leggiadre si aggireranno tra i tavoli, e che con sopraffina falsità diranno: “Come stai bene cara, che bella pancia…”.

Ecco, io vi rispondo in anticipo: lasciatemi vivere questi ultimi mesi da mucca svizzera in santa pace. Tanto Blob la cosa prima o poi verrà fuori. E io rinascerò, gazzella d’Africa…

(da Momcamp.it)

agosto 26, 2009

Agosto a Milano

Archiviato in: elettra — radecata @ 12:22 pm
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Riemergo, dopo mesi pieni di novità. E trovo Milano, nel mese di agosto, ancora più vuota, desolante e brutta che mai. Non amo questa città, ci sto bene, ma non la amo. Mi manca poco quando sono lontana (mi mancano le mie cose e le mie abitudini, ma quella è un’altra storia…), non mi sento accolta quando ci torno.

Quest’anno ho terminato le vacanze agostane un po’ prima del solito, al 16 sera sono rientrata. E lunedì 17 ho ricominciato a lavorare, immersa nella calura più asfissiante.

Solo un altro anno era capitato che tornassi a metà mese o giù di lì, il 18 per la precisione. Era il 2004, i miei amici erano tutti via, la casa era vuota. Quel 18 agosto del 2004 rappresenta per me, ad oggi,  uno dei giorni più importanti della mia vita. Casualità, fortuna, destino….

La prima uscita in coppia, dopo mesi e mesi di rincorse più o meno dichiarate. Forse la settimana successiva, con più gente in giro, sarebbe saltato tutto per l’ennesima volta. Non quell’anno, non con quella desolazione.

A distanza di cinque anni, dopo tante cose successe e tante altre che succederanno, non posso che ricordare con affetto, tenerezza e nostalgia a quei giorni. Che avevano il sapore di un bacio sulla guancia, di un mojito sui Navigli e di una mano incredula nel trovarsi a stringerne un’altra, diversa dalla propria. Tutto venne in conseguenza. Come la cosa più naturale di questo mondo. Come Milano che si svegliava dopo una calda e sonnolenta estate.

giugno 15, 2009

I veri prezzi delle auto

Archiviato in: soldi — radecata @ 1:13 pm

Eccoci alle prese con questioni familiari: il cambio di una macchina. Scena: caos totale tra le tante offerte sbandierate sui giornali, ecoincentivi, sconti del concessionario, regali e promozioni. Una figata? Tutt’altro…

Sabato, con un’innocenza scovolgente, un concessionario ha ammesso che sì, quei prezzi reclamizzati a suon di paginoni e spot, in realtà non corrispondono al vero. Sono solo specchietti per le allodole. Con una strana serie di voci, codici e optional (da comprendersi però obbligatoriamente all’atto di acquisto), alle cifre delle pubblicità bisogna aggiungere almeno mille euro.

Abbiamo sperimentato: la Peugeot 107 – prezzo reclame 6750 – preventivo da concessionario 8.750 (ok, qualche optional aggiunto da noi, ma girare nel 2009 senza tergicristalli elettrici è dura!); la Twingo (da 6.900 a poco più di 8.002 euro perché è obbligatorio l’optional del clima a 670 euro); la nuova Clio (sui 10.500): l’Opel Corsa e l’Opel Agila (entrambe sui 9000).

Mancano la Fiesta, la nuova Ka e poi, forse, la nostra seconda piccola macchina di scorta manderà in pensione una vecchia 106. Forse, perché da un mese all’altro si susseguono occasioni appetitose. Sulla carta, certo…

aprile 14, 2009

Pasqua in Abruzzo

Archiviato in: elettra — radecata @ 10:24 am
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Questo fine settimana ho letto un bel libro. Si chiama “L’eleganza del riccio“, e racconta la storia di una portinaia di nome Renée.

Ma questo fine settimana era Pasqua, e io come al solito,  sono stata in Abruzzo, non nei luoghi del terremoto ma sulla costa, dove ci sono migliaia e migliaia di sfollati.

Ho visto una coppia che mi raccontava dell’esplosione letterale della loro casa. Parde, madre e un bimbo di cinque o sei anni.

Poi c’era una donna incinta e una signora di una certa età, che non rinunciava la vezzo di un rossetto fucsia nonostante raccontasse di non avere più la casa.

Un’altra invece stava continuamente in macchina, terrorizzata dall’accaduto e con zero voglia di tornare tra i monti.

Tutti dignitosi, tutti raccolti nei loro pensieri. Tutti tristi. Poi è venuta la pioggia, e il grigiore del cielo si è sommato alle difficoltà del caso: bambini costretti al coperto, feste cittadine annullate. E altri disagi. Una Pasqua surreale e diversa.

I terremotati oggi, e soprattutto domani, hanno e avranno bisogno di tante cose, che chiedono (a bassa voce, senza pretendere). Secondo me però la necessità più forte è per molti: parlare. Per non sentirsi soli, e per riscoprirsi vivi nonostante tutto.

Tutti avevano voglia di raccontare, condividere, esorcizzare quello che è successo.

Ma ascoltare spesso fa male, perché ti mette di fronte all’evidenza, e ti dimostra in modo sfacciato quanto sei fortunato a stare qui a scrivere cavolate…

marzo 9, 2009

Clermont-Ferrand, chi l’ha vista…

Archiviato in: Senza Categoria — radecata @ 8:53 am
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Da Milano: 626 chilometri, all’andata. E 626, ovvio, al ritorno. Totale: 1252 chilometri in due giorni, passando da Torino, Bardonecchia, Frejus, Grenoble, Lione.

Ore trascorse in macchina: circa 15, perché sabato all’andata c’era un traffico infernale verso Chambery.

Insomma, il week end in Francia è stato davvero stancante. Questioni di famiglia, una mamma da recuperare e una pseudo-fidanzata da conoscere, e zero giorni a disposizione per allungare il giro. Quindi: tutto di corsa, un veloce tour del centro, davanti alla cattedrale e nei vicoletti del Vieux Monteferrand. Classiche case, porte e finestre piccole, e carta da parati colorata.

In compenso, nella città della Michelin, tutto è a misura dell’omino gonfiabile (unica distrazione: il Rugby).

Dallo splendido negozio di souvenir a tema (peccato fosse chiuso), alle botteghe alimentari locali: olio, vino e formaggi. Non c’è passaggio che non ricordi le gomme da auto.. Persino i colori della città, e le uniche rotaie dell’unico tram che fa avanti e indietro da un capo all’altro del villaggio, come lo chiamano lì, sembrano il segno di un lungo pneumatico, anche se di gomma ci sarà ben poco.

Non so se ci tornerò. Le valli del centro della Francia non mi hanno entusiasmato, passare attraverso le montagne ancora meno.

In compenso, potrei rivalutare l’idea di viaggiare in macchina.

Senza una meta definita, come in un film. Bello, quasi quasi lo proviamo in estate. In Italia, sulla costa salentina.

febbraio 25, 2009

I muratori bergamaschi

Archiviato in: lavoro — radecata @ 10:14 am
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Ma anche quelli del resto d’Italia, e non solo. Insomma, di gente che lavora DAVVERO in giro ce n’è tanta, mica pizza e fichi…

E poi c’è la specie m’imbosco, faccio finta, faccio vedere….

Ecco, una bella seduta di lavori forzati. Anche due, dipende dai casi…

febbraio 13, 2009

La nostra casa

Archiviato in: elettra — radecata @ 5:01 pm
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E’ passato giusto un anno, oggi, da quando abbiamo siglato più che il matrimonio non fatto.

Dodici mesi fa abbiamo comprato la nostra casa. Insieme io e lui. E insieme abbiamo acceso (che brutta espressione) un mutuo trentennale.

Insieme, e ci siamo guardati negli occhi bene. E ci siamo scambiati ancora le stesse promesse. Che invecchieremo innamorati e che costruiremo una bella famiglia. E che saremo felici, o almeno ci proveremo.

Niente di nuovo in realtà, tantomeno la convivenza. Ma ogni mese una mattonella in più diventa effettivamente nostra, e a noi piace.

Non sarà ancora tutto sistemato (c’è uno zoccolo duro di scatoloni che non vuole sparire), non sarà tutto bellissimo (le risorse erano quelle che erano), però a noi va bene così: lì ci confrontiamo e lì ci costruiamo il nostro oggi e il nostro domani.

Ecco perché, stasera più che domani, che è San Valentino (e noi, per la cronaca, andiamo al concerto dei Negrita), mi va di festeggiare.

Al primo anno di mutuo, e pazienza se ne mancano ancora 29. Passeranno. Comunque vada passeranno.

febbraio 12, 2009

La crisi c’è, eccome se c’è..

Archiviato in: elettra — radecata @ 4:21 pm
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Dopo un rapido conteggio, sembra che io abbia a che fare con uffici stampa di moda e bellezza da sette anni, occhio e croce.

Eppure questa non l’avevo ancora mai vista..

Scena 1. Elettra chiama ufficio stampa:  “Per cortesia, mi mandate un’immagine delle vostre tinture per capelli, da usare per un redazionale?”. “Oh, caspita, non abbiamo le immagini, ma se vuoi ti mandiamo il prodotto e lo fotografi tu”. “Vabbé, si può fare… Attendo il pony”.

Scena 2. via mail: “Cara elettra, il pony è partito. Dovrebbe arrivarti a breve il pacchetto. Avvisami per favore se non ti giunge entro oggi”.

Scena 3. Arriva una BUSTA (e non un pacchetto). Piatta, piattissima.. Elettra pensa: “Oh, cavolo.. si sono dimenticati di metterci il prodotto!”.

Scena 4. Elettra apre la busta, certa che la suddetta sia vuota. Ma, SORPRESA SORPRESA: al suo interno c’è la confezione schiacciata di una tintura per capelli (che non c’è), del valore indicativo di circa 10 euro….

Un cartonato, finto come l’aria di Milano e il benessere delle industrie cosmetiche.

C’è crisi, eccome se c’è…

febbraio 9, 2009

Viadelcamp a Genova

Archiviato in: elettra, poesie, vacanza — radecata @ 9:12 am
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Chi: un sacco di gente (più di 80 all’ora di pranzo)

Cosa: il barcamp/viadelcamp

Quando: sabato7 febbraio , ma in molti ci siamo fermati anche domenica

Dove: a Genova, per le vie del centro storico

Perché: per la mostra su Fabrizio De André

Le foto sono qui.

Commenti: abbiamo conosciuto tanta gente (anche un po’ meglio chi già conoscevamo), fatto foto, mangiato focaccia, girovagato nei vicoli, perdendoci e poi ritrovandoci.

Abbiamo visto Genova con la pioggia (che i ben informati dicono sia esperienza rara), e abbiamo scoperto una città fiera e un po’ triste, affascinante resoconto delle storie che s’incrociano sul porto.

Tutto bello e profondo, come ascoltare le canzoni di De André e immaginarlo fisicamente lì.

Può essere una persona più giusta rispetto a una città, di quanto De André non lo sia (stato) per Genova?

febbraio 6, 2009

Sembri mia madre

Archiviato in: elettra, uomini — radecata @ 8:19 am
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La frase, evidentemente, ricorre abbastanza.

Quando, al mattino, dico: andiamo, oppure sei pronto?.

Quando, in macchina, sbotto: vai piano, frena, attento e via discorrendo.

E poi quando chiedo, al pomeriggio: hai mangiato amore?, oppure: fumare ti fa male, non prendere freddo, asciugati i capelli dopo la partita di calcetto. Inutile negare: sono le mie parole.

Però, con tutto il rispetto per la signora in questione, ho elaborato il concetto che la colpa di tutto il mio essere perennemente in ansia è sì di una mamma, ma della mia. Mi sembra di sentirla, con le stesse frasi, verso me, mio fratello e mio papà (e col disappunto corale di tutti), e con la promessa intima a me stessa che non sarei stata mai come lei.

Invece eccomi qua: apprensiva, protettiva e classicamente italica.

Stamattina in macchina, all’ennesimo rimbrotto scherzoso, gli ho detto: amore, se sono come tua mamma è una garanzia. In fondo a lei vuoi molto bene, e  anche a me. Anzi, forse ti sono piaciuta proprio per questo… Lui mi ha guardata, e mi ha stampato l’ennesimo bacio sulla guancia. Come faceva mio papà (e come fa ancora), davanti agli occhi dolci della sua bambina.

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