In treno con gli universitari
Sarà stupido raccontarlo, però chi viaggia spesso può capire. Il fine settimana sui treni che fanno la linea adriatica è sempre una storia di persone, volti, racconti… in tanti anni di su e giù ne ho viste di tutti i colori: ho conosciuto anche qualche tipo che ho rivisto in giro, ho ritrovato amici dell’università, ho subito il furto di una borsa, qualche battuta di troppo e delle litigate tra innamorati. e poi ho parlato, parlato e parlato.. chiacchieravo con tutti, prima dell’i pod. soprattutto ragazzi, come me, con i quali commentavamo di musica, politica, dei prezzi delle case e delle storie complicate. molti studiavano e arrivavano solo fino a Bologna, altri a Milano. alla stazione, un ciao veloce e un ci ribecchiamo al prossimo weekend
ora invece sono diffidente, me ne sto per i fatti miei e faccio conoscenza solo se trovo persone (quasi mai donne) che stimolano la mia curiosità.
Ultimamente però le mie avventure di approccio con l’altro sesso si sono ridotte a:
- un ragazzo di anni 20 (dicoventi) che alla mia riluttanza nell’ammettere l’età (e sì che sono 30 dicotrenta suonati) ha commentato con un : “a me piacciono le donne mature perché c’hanno l’esperienza”. donna matura non me l’aspettavo proprio………….
- uno tipo Edoardo Costa (non era male però..) che ha cambiato scompartimento solo per guardare meglio la merce (io che dormivo, per l’appunto, con la canotta generosamente scomposta sulla terrazzata). al mio risveglio silenzio tombale.
- un signore più vicino alla fossa che alla pensione che voleva uscire insieme nonostante gli avessi detto di essere sposata con due figli a casa col marito (tanto lui che ne sa?)
Insomma, i tempi sono proprio cambiati, l’espresso è stato soppiantato dagli eurostar, ho imparato a leggere libri sui treni. Ma, soprattutto, gli universitari di una volta non viaggiano più!








