Su Vanity Fair di questa settimana c’è un pezzo dedicato a Google Italia. O meglio, alle condizioni di lavoro di chi tutte le mattine (ma non c’è orario e puoi lavorare anche da casa), va nella sede di Milano.
Dove trova, solo per fare qualche esempio, calcio-balilla, poltrona elettrica per massaggi, palle rimbalzanti, videogiochi, e una grande cucina hi-tech, attrezzata per offrire (paga l’azienda) colazione, pranzo e persino cena biologica da portarsi a casa.
In più non è detto che si debba andare al lavoro (se vuoi stai a casa, dove ti forniscono adsl gratuito) oppure, se proprio ci tieni, vai in azienda (e anche qui mezzi pubblici pagati, o bici e casco gratis).
Ma, si sa, il lavoro stressa. Così, incluso nel tutto, ti danno pure l’abbonamento per la palestra (o per la piscina), l’assicurazione sanitaria, i soggiorni all’estero e l’anno sabbatico.
Ah, a fine mese arriva lo stipendio (perché questi sono i benefit)!
E, dico io, noi, umili mortali che per guadagnarci la pagnotta facciamo di tutto e di più, disposti a orari massacranti, pasti inesistenti, salari da terzo mondo… siamo scemi, o solo sfigati?

Cara Elettra, ti dirò anche che l’azienda google è quotata in borsa e a oggi per comprare un’azione ti ci vogliono ben 690 dollari. Che schiaffo alla povertà!
Commento di metroboa — Dicembre 18, 2007 @ 3:50 pm |
io invio subito il mio c.v. che magari mi va di culo!
Commento di ciapetta — Marzo 12, 2008 @ 10:50 am |
anche io voglio lavorare da google!!!!!!!!!!
Commento di marco — Luglio 9, 2008 @ 8:36 am |
salve vorrei lavorare pure io su google grazie.
Commento di valentina — Febbraio 13, 2009 @ 12:43 pm |