Mancano: un unico fine settimana sui treni, la mia vacanza a Santorini, qualche giorno di caldo caldo… Per il resto è già tempo di tirare le somme.
Sarà che sono tornata al lavoro, e sarà, soprattutto, che sono cresciuta al mare. L’estate di chi vede il mare tutto l’anno inizia e finisce prima. Ad aprile scalpiti per le prime giornate di sole, da passare vestiti a metà sulla sabbia umida e freddina, ad agosto, invece, vedi diari, penne e quaderni e hai quasi voglia d’autunno e di vita “normale”. Da sempre ho fatto i miei primi acquisti per il freddo intorno a ferragosto, ho smesso di andare al mare prima che i turisti ancora arrivassero lì per le vacanze, ho archiviato la stagione al primo accenno di rinfresco.
“La prima pioggia d’agosto prendi i panni e mettili a posto”: così ha sempre detto mia nonna, e così sono abituata a ragionare.
Il bilancio dell’estate 2008 è, nell’ordine: il parquet finalmente a terra (grazie alla mia dolce metà), un’altra scottatura da pizzeria sul braccio sinistro (marchiata a fuoco come una mucca svizzera), tre chili persi in due settimane di lavori forzati (ma confido che sia solo astinenza da alcool, alla quale si rimedierà quanto prima), sonno arretrato e svogliatezza generale. Tutto nella norma, tutto da fine stagione.
Milano è ancora vuota, oggi festeggio quattro anni con il mio fidanzato e tutto va bene. Forse giovedì sera i miei colleghi fanno un salto a casa mia per una partitella a carte (siamo quattro gatti in città, dobbiamo pure ammazzare il tempo in qualche modo). Nell’attesa, penso ai buoni propositi per il nuovo anno, quello che sta per iniziare. A settembre, naturalmente.
“La prima pioggia d’agosto prendi i panni e mettili a posto” si si è proprio vero peccato che qualcuna se li sia dimenticati in valigia!
Commento di ciapetta — Agosto 27, 2008 @ 2:35 pm |