Il blog di Elettra

Dicembre 22, 2008

Parigi, cosa fare in un weekend

Archiviato in: elettra — radecata @ 10:14 am
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O, meglio, cosa abbiamo fatto noi tra sabato e domenica.

1. Visitato il Louvre. Sembra un miracolo ma, se si arriva la mattina presto, si riesce a fare un giro ampio quanto si vuole (noi quasi tre ore), muovendosi con relativa umanità tra una sala e l’altra (leggi: non c’è ancora la calca che non ti fa respirare)

2. Passeggiato tra i giardini: Palais Royal, Tuileries, Luxembourg… Una meraviglia: polmoni verdi dove si può correre, camminare, parlare, leggere, guardare, pensare, ricordare ecc..

3. Visto la Tour Eiffel di notte. Uno spettacolo di luci che squarcia il cielo nero. Salire? Un’impresa titanica, a meno di non sostare un paio d’ore in coda

4. Ammirato Notre-Dame. E’ davvero molto molto bella, soprattutto al calar del sole

5. Tentato di visitare il Museo D’Orsay, regno degli impressionisti. Peccato, la fila ci ha scoraggiati.. Ma, a mio avviso, ne sarebbe valsa la pena

6. Mangiato e bevuto. Nell’ordine: la soupe à l’oignon gratinée, la fonduta, le baguettes, salmone in tutte le salse, cozze, vino sauvignon e beaujoulais nouveau

7. Esplorato in lungo e in largo il Quartiere latino. Il mio preferito, pieno di librerie, gallerie d’arte, caffé letterari. Il trai d’union tra passato e futuro, dove gli studenti de La Sobronne si spostano sui velib (le bici a noleggio dislocate in ogni angolo della città), tra palazzi, piazze e  musei, con il tipico spirito cosmopolita dei grandi centri universitari

8. Assistito a più di una gara tra breaker (di giorno per contendersi il posto la sera), talmente bravi che nemmeno la Celentano di Amici potrebbe contestare qualcosa (tantomeno il collo del piede)

9. Fatto foto. Tantissime, ogni cosa e tanta gente meritava di essere immortalata

10. Visto le vetrine, senza andare però alle Galeries Lafayette. Tra queste: Mac (meravigliosa) e Shu Uemura per il beauty, la Maison Berluti per la moda, tantissimi Gap e gli immancabili Starbucks

Infine, ci siamo baciati e ri-baciati sulla Senna, nei vicoletti e un po’ dappertutto… Parigi è veramente una città per romanticoni. O, forse, il Natale ci fa uno strano effetto!

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