Il blog di Elettra

Agosto 26, 2009

Agosto a Milano

Archiviato in: elettra — radecata @ 12:22 pm
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Riemergo, dopo mesi pieni di novità. E trovo Milano, nel mese di agosto, ancora più vuota, desolante e brutta che mai. Non amo questa città, ci sto bene, ma non la amo. Mi manca poco quando sono lontana (mi mancano le mie cose e le mie abitudini, ma quella è un’altra storia…), non mi sento accolta quando ci torno.

Quest’anno ho terminato le vacanze agostane un po’ prima del solito, al 16 sera sono rientrata. E lunedì 17 ho ricominciato a lavorare, immersa nella calura più asfissiante.

Solo un altro anno era capitato che tornassi a metà mese o giù di lì, il 18 per la precisione. Era il 2004, i miei amici erano tutti via, la casa era vuota. Quel 18 agosto del 2004 rappresenta per me, ad oggi,  uno dei giorni più importanti della mia vita. Casualità, fortuna, destino….

La prima uscita in coppia, dopo mesi e mesi di rincorse più o meno dichiarate. Forse la settimana successiva, con più gente in giro, sarebbe saltato tutto per l’ennesima volta. Non quell’anno, non con quella desolazione.

A distanza di cinque anni, dopo tante cose successe e tante altre che succederanno, non posso che ricordare con affetto, tenerezza e nostalgia a quei giorni. Che avevano il sapore di un bacio sulla guancia, di un mojito sui Navigli e di una mano incredula nel trovarsi a stringerne un’altra, diversa dalla propria. Tutto venne in conseguenza. Come la cosa più naturale di questo mondo. Come Milano che si svegliava dopo una calda e sonnolenta estate.

Febbraio 13, 2009

La nostra casa

Archiviato in: elettra — radecata @ 5:01 pm
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E’ passato giusto un anno, oggi, da quando abbiamo siglato più che il matrimonio non fatto.

Dodici mesi fa abbiamo comprato la nostra casa. Insieme io e lui. E insieme abbiamo acceso (che brutta espressione) un mutuo trentennale.

Insieme, e ci siamo guardati negli occhi bene. E ci siamo scambiati ancora le stesse promesse. Che invecchieremo innamorati e che costruiremo una bella famiglia. E che saremo felici, o almeno ci proveremo.

Niente di nuovo in realtà, tantomeno la convivenza. Ma ogni mese una mattonella in più diventa effettivamente nostra, e a noi piace.

Non sarà ancora tutto sistemato (c’è uno zoccolo duro di scatoloni che non vuole sparire), non sarà tutto bellissimo (le risorse erano quelle che erano), però a noi va bene così: lì ci confrontiamo e lì ci costruiamo il nostro oggi e il nostro domani.

Ecco perché, stasera più che domani, che è San Valentino (e noi, per la cronaca, andiamo al concerto dei Negrita), mi va di festeggiare.

Al primo anno di mutuo, e pazienza se ne mancano ancora 29. Passeranno. Comunque vada passeranno.

Febbraio 6, 2009

Sembri mia madre

Archiviato in: elettra, uomini — radecata @ 8:19 am
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La frase, evidentemente, ricorre abbastanza.

Quando, al mattino, dico: andiamo, oppure sei pronto?.

Quando, in macchina, sbotto: vai piano, frena, attento e via discorrendo.

E poi quando chiedo, al pomeriggio: hai mangiato amore?, oppure: fumare ti fa male, non prendere freddo, asciugati i capelli dopo la partita di calcetto. Inutile negare: sono le mie parole.

Però, con tutto il rispetto per la signora in questione, ho elaborato il concetto che la colpa di tutto il mio essere perennemente in ansia è sì di una mamma, ma della mia. Mi sembra di sentirla, con le stesse frasi, verso me, mio fratello e mio papà (e col disappunto corale di tutti), e con la promessa intima a me stessa che non sarei stata mai come lei.

Invece eccomi qua: apprensiva, protettiva e classicamente italica.

Stamattina in macchina, all’ennesimo rimbrotto scherzoso, gli ho detto: amore, se sono come tua mamma è una garanzia. In fondo a lei vuoi molto bene, e  anche a me. Anzi, forse ti sono piaciuta proprio per questo… Lui mi ha guardata, e mi ha stampato l’ennesimo bacio sulla guancia. Come faceva mio papà (e come fa ancora), davanti agli occhi dolci della sua bambina.

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